06 Mar

Il Progetto Kidscode Italia e l’Approccio alla Scienza

Il Progetto Kidscode Italia vuole contribuire all’innovazione nell’approccio dei bambini alla scienza.

Tutto è nato dalla mia lettura degli esiti del PIAAC (Programme for the International Assessment of Adult Competencies), un Programma ideato dall’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, a cui hanno partecipato 24 paesi nel mondo, Italia inclusa. Presa da ventanni di docenze nell’ambito della formazione professionale, forse mi ero dimenticata di soffermarmi a riflettere sulla valutazione dello stato dell’arte della situazione italiana, per lo più ligure, a cui sto contribuendo da parecchio tempo.

L’indagine ha avuto lo scopo di conoscere, attraverso un questionario e dei test cognitivi specifici, le abilità fondamentali della popolazione adulta compresa tra i 16 e i 65 anni, ovvero quelle competenze ritenute indispensabili per partecipare attivamente alla vita sociale ed economica nel 21esimo secolo.

I risultati internazionali del PIAAC sono stati resi noti nel rapporto curato dall’OCSE e pubblicato nell’ottobre del 2013. I dati, raccolti dall’ISFOLIstituto per lo Sviluppo della FOrmazione professionale dei Lavoratori , ente nazionale di ricerca sottoposto alla vigilanza del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali – sono di grande importanza per comprendere quali strategie adottare in futuro, sia per migliorare i percorsi di istruzione e formazione, sia per capire come accrescere e arricchire le competenze degli adulti.
Proviamo a leggere i risultati.

In sintesi, le competenze prese in considerazione dal programma sono quelle fondamentali per la crescita individuale, la partecipazione economica e l’inclusione sociale (literacy) e quelle per affrontare e gestire problemi di natura matematica nelle diverse situazioni della vita adulta (numeracy).

Gli adulti italiani risultano ben al di sotto della media degli altri paesi.
Il deficit italiano è più accentuato al sud e nelle isole e per i livelli di istruzione avanzati, tanto che gli scarti più elevati spiccano tra i nostri laureati e quelli degli altri paesi.
Scarse abilità e competenze chiave inoltre vanno di pari passo con l’inattività. È il caso dei NEET, i giovani di età compresa tra i 16 e i 29 anni che non studiano e non lavorano, che disinvestono sulle proprie capacità senza accrescerle e utilizzarle. Sono invece i soggetti più anziani che riescono a evitare il deterioramento delle competenze.
Anche sul versante femminile si registra una positiva tendenza al miglioramento dei livelli di competenza con un evidente recupero del gap rispetto al genere maschile. Anche in presenza di inattività, le donne mantengono un buon livello di competenze. Le disoccupate registrano comunque un punteggio più elevato rispetto ai disoccupati maschi.

Le informazioni messe a disposizione dall’indagine sono state ricche e molteplici, ma il primato negativo italiano che fa forse più riflettere è la scarsa partecipazione alle attività di apprendimento formale e informale degli adulti, che in Italia è la più bassa tra i paesi Ocse.

Possiamo dire che qualcosa nel nostro sistema di istruzione e formazione non va.
Scendiamo d’età ed analizziamo i risultato di altre indagini, quelle OCSE PISA, che in Italia sono gestite dall’INVALSI, per intenderci.

È il Programme for International Student Assessment che somministra questionari e test a un nutrito campione di quindicenni di 70 nazioni del mondo. Il programma è unico, poiché non è direttamente collegato allo specifico curriculum scolastico di ogni singolo paese, ma valuta la capacità dei ragazzi di risolvere situazioni inerenti la vita moderna sfruttando le proprie abilità e le conoscenze acquisite a scuola.

Infatti PISA 2015, i cui risultati saranno studiati e pubblicati entro la fine del 2016, ha come dominio principale le competenze nelle scienze, cioè la capacità di attivarsi in modo funzionale per affrontare e risolvere problemi a cui abitualmente ci si trova di fronte nei contesti di vita reale, quotidiana. Non manca, però, l’obiettivo di misurare anche le competenze degli studenti nella lettura e nel problem solving collaborativo, oltre che nell’approccio alle nuove tecnologie.
Curiosamente compaiono anche prove di Financial Literacy, che forniscono informazioni su conoscenze e capacità di comprensione dell’ambito finanziario e su abilità, motivazione e fiducia nei propri mezzi che consentono di prendere decisioni efficaci in diversi contesti di carattere economico, per migliorare il benessere finanziario degli individui e della società e per consentire una partecipazione consapevole alla vita lavorativa.

Come si inserisce il Progetto Kidscode Italia in questo scenario?

Kidscode Italia intende trasferire le buone prassi dell’approccio alla scienza ai docenti, ai formatori, ai genitori e direttamente ai bambini, già dall’età dell’asilo.
Utilizziamo esclusivamente la versione open source gratuita di programmi come Scratch del MIT pensato esclusivamente per i bambini e gli strumenti Google for Education e i suoi programmi di Computer Science.

05 Mar

Imparare a Suonare uno Strumento

“A computer is like a violin. You can imagine a novice trying first a phonograph and then a violin. The latter, he says, sounds terrible. That is the argument we have heard from our humanists and most of our computer scientists. Computer programs are good, they say, for particular purposes, but they aren’t flexible. Neither is a violin, or a typewriter, until you learn how to use it.”

Marvin Minsky MIT

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